Appello per il western nazionale

Non credevo ai miei occhi quando stamattina, da lettore assiduo del Carlino, sono capitato in questo articolo a firma Giovanni Bogani:

C'ERA UNA VOLTA il West. E c’è ancora. Ad interpretarlo, Quentin Tarantino. Il regista di “Pulp Fiction”, delle “Iene" e di “Bastardi senza gloria" sarà uno degli attori di un Western in piena regola, alla Sergio Leone, diretto dal suo amico e maestro Enzo G. Castellari. Insieme a Tarantino, tra cinturoni, cavalli, pistole Colt, vecchi fucili da caccia al bisonte, borse piene di dollari, sudore, sole a picco e vecchi saloon, ci saranno Franco Nero, un ex bandito mosso da pietà e buon senso, e Claudia Cardinale, la tenutaria di un saloon. Ancora: Keith Carradine, Matthew Modine, Treat Williams (il protagonista di "Hair"), il premio Oscar F. Murray Abraham, Eli Roth (il regista di “Hostel"), Graham Greene (tra i protagonisti di “Balla coi lupi"). Si girerà in Marocco, a pochi chilometri da Marrakech, sotto i monti dell’Atlante. Sole, sì, ma anche rocce, panorami mozzafiato, purosangue berberi al galoppo. E le sorprese non sono finite: anche Dario Argento sarà della partita, per organizzare la sequenza di una impiccagione molto cruda.
Dimentichiamo qualcuno? Ah, sì: il regista dei “Blues Brothers", John Landis, interpreterà un regista dei primi del Novecento, con la cinepresa a manovella.
MA COME ha fatto Enzo G. Castellari a raccogliere tutto questo cast? Come ha fatto a coinvolgere Quentin Tarantino? Semplice. Tarantino considera Castellari il suo maestro.
Il maestro e l'allievo
«Lui per "Bastardì senza gloria"
sì è ispirato a un mio film
Adesso reciterà per me»
Da quando, nel videonoleggio del Midwest in cui lavorava, vide una copia di un film di Castellari, “Quel maledetto treno blindato”. Da allora, gli venne una passione per quel regista italiano. E "Quel maledetto treno blindato" divenne lo spunto per “Bastardi senza gloria", il film che Tarantino ha portato al festival di Cannes. I due si sono incontrati a Los Angeles, e quando ha letto il copione del "maestro", ha voluto far parte dell’avventura. «Tarantino ha letto le prime pagine, dove un uomo senza più cartucce, disperato, braccato, usa come proiettili delle monete d’oro, e ha detto “Wow! In questa scena voglio esserci!". Ed è entrato nel cast». Non si tratta di parole dette un po’ così, dopo l’ultima birra: c’è già un contratto firmato. «E dopo la sua adesione, tutti hanno fatto a gara a voler partecipare al film». Si chiamerà “Gli implacabili”, questo western del terzo millennio. In inglese, “The Bad Landers”. «Il titolo iniziale era alla Sergio Leone, “L’angelo, il bruto e il saggio": ma l’omaggio a Sergio sarà in una frase all’inizio del film, e il titolo sarà più mio».
ALTRO protagonista del film sarà il Marocco. «In Marocco, Franco Nero è un mito. Quando ho chiesto a re Mohammed VI: ma se girassimo un film qui da voi?, lui ha risposto: sarebbe fantastico. Credevo di sognare. Il Marocco metterà a disposizione alberghi, trasporti, costumi, cavalli, comparse, controfigure. Metà dei costi di produzione saranno coperti». E l’altra metà? «Abbiamo un distributore e dei coproduttori americani. Incredibilmente, il silenzio più rumoroso è quello dei produttori e distributori italiani». Si girerà in primavera, o più probabilmente in autunno. Il villaggio western sarà ricostruito da uno scenografo eccezionale come Gianni Quaranta, i costumi saranno firmati da Milena Canonero.
Ecco quindi che la notizia oltre a rendermi particolarmente felice arriva come il cacio sui maccheroni. E se in questo post su Sartana mi auguravo per il cinema nazionale che questo genere fosse tornato in auge, va da sé che questo bell'articolo diventa un vero e proprio manifesto da affiggere in una pagina statica del blog per chiunque volesse commentare il proprio apprezzamento affinché si torni a lavorare seriamente sul genere dopo 40 anni ormai di latitanza. Avevo anche pensato che con un buon soggetto, e non ci vuole uno scienziato, ma come dicevo basterebbe uno dei tanti sceneggiatori di fumetti per curare lo script, si potrebbe sbarcare con le idee chiare negli States per girare gli esterni nei loro scenari più avvincenti e sensazionali. Come ad esempio la Monument Valley e col dollaro in ribasso la cosa oggi non dovrebbe essere drammatica se paragonata ad altri generi nazionali che si permettono di andare in giro per il mondo con i vari panettoni. Bene son proprio contento e non vedo l'ora di vederlo.
Django Unchained

Commenti

  1. gioisco alla notizia e firmo senz'altro l'appello ;-))

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  2. È da dieci anni che sta preparando questo film. Non lo farà mai - e infatti lo farà Tarantino....

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