L'oro di Mackenna


L'oro di Mackenna 1969
C ane della prateria, vecchio capo apache sta morendo nel deserto, dopo che lo sceriffo Mackenna per difendersi gli ha sparato credendolo l'uomo che cercava. Il vecchio a sua volta lo riteneva uno dei tanti cercatori del mitico canyon dell'oro, luogo sacro degli indiani. Lo sceriffo lo cura ma non può far altro che vederlo morire di lì a poco, giusto il tempo di entrare in possesso di una mappa dipinta su pelle che il vecchio custodiva in una bisaccia. E' un luogo che conosce e del quale si fantastica abbia oro a vista e in gran quantità, cosa che lui esclude categoricamente al punto da gettare la mappa nel fuoco. Ma quando sta per seppellire il vecchio, ecco spuntare Colorado, un bandito messicano con la sua banda composta anche da apache rinnegati. Erano sulle tracce del capo e hanno con loro una donna, Inga, presa in ostaggio durante una sosta per approvvigionarsi al suo ranch dove le hanno ucciso il padre che tentava di proteggerla. Colorado che conosce lo sceriffo, capisce dai resti della mappa sul fuoco, che l'uomo l'ha memorizzata e può condurlo al luogo anche se Mackenna tenta di dissuaderlo. Ma vedendo la donna prigioniera con lui, decide di stare al gioco e si offre di accompagnarlo nella speranza di riuscire a scappare. Non può certo prevedere che in paese un nutrito numero di insospettabili cittadini capitanati da Ben Baker, baro di professione e con vecchi conti con lo sceriffo, tutti in preda alla febbre dell'oro, voglia unirsi a Colorado visto che la posta in questione è talmente alta da poterne avere tranquillamente una parte ciascuno. Senza contare che è molto meglio accettare l'alleanza piuttosto che spararsi a vicenda e privarsi di un sogno che appare realizzabile. Lo sceriffo tenta di far cambiare loro idea, ma Colorado è abile nel farlo passare come l'assassino del vecchio indiano al solo scopo di impadronirsi da solo di tutto l'oro. Tra l'altro con i cittadini c'è anche un certo Adams, che è l'unico ad aver visto l'oro e può testimoniare dell'esistenza del mitico canyon. Ci arrivò grazie ad alcuni messicani diversi anni prima ma vennero massacrati dagli indiani, che lo lasciarono da solo in vita bruciandogli però gli occhi affinché non potesse indicare il luogo. Lui conferma che nella zona ci sono vene aurifere a vista e tantissime pepite a terra senza contare che un corso d'acqua nei pressi è praticamente una melma d'oro puro. Parole che eccitano gli animi e spengono ogni velleità di Mackenna di farli tornare alla ragione. Inizia così la lunga marcia nel deserto, dove ben presto un contingente di cavalleria alle calcagna di Colorado e di altri apache che scorrazzano nella zona, li intercetta decimandoli in uno scontro a fuoco molto cruento. In pochi riescono a salvarsi e da quel momento dovranno sfuggire sia ai soldati che agli indiani in una serie di drammatiche situazioni al cui culmine un furbo sergente di cavalleria, Tibbs "la volpe", si unirà al gruppetto di superstiti nella speranza di avere la sua parte. Mackenna, Inga, Colorado, Tibbs e il rinnegato apache Hachita riescono ad arrivare al luogo indicato sulla mappa e, da uno stretto canyon, scoprire che l'oro esiste davvero. Tibbs riempie la sacca del suo cavallo di grosse pepite prima di venire ucciso da Hachita, che mostra il suo vero volto di indiano che vuol difendere quel luogo sacro, prima di venire ucciso a sua volta da Colorado, scoperte le sue vere intenzioni. Immediatamente tenta anche di uccidere Mackenna in un disperato corpo a corpo, ma viene battuto prima che irrompano gli apache che coi loro colpi di fucile scatenano un crollo generale delle fragili pareti del canyon, causando una disperata fuga generale. Mackenna e Inga riescono a mettersi in salvo, così come Colorado a mani vuote, che si accomiata dallo sceriffo consigliato di non farsi più vedere se non vuole finire sotto terra. Dal canto suo la sorte ha voluto che il primo cavallo a tiro fosse proprio quello del sergente Tibbs, per cui con Inga si allontana salvo e, sebbene al momento inconsapevole, molto ricco.
Un grande western con un cast stellare, alcuni veri e propri mostri sacri di Hollywood,  che è prima di tutto un grandissimo omaggio all'Arizona e alle sue meraviglie naturali. Dalla Monument Valley al Canyon de Chelly, da Kanab al Glen Canyon, da Bryce canyon al canyon Diablo è un susseguirsi di paesaggi mozzafiato in una natura unica e selvaggia come appunto quella dell'Arizona e miglior ingrediente per un western non può esserci a prescindere dagli attori.


Mackenna'S GOLD
Stati Uniti 1969
Regia: J. Lee Thompson
Musiche Quincy Jones, Jose Feliciano
con
Gregory Peck: Mackenna
Omar Sharif: Colorado
Telly Savalas: sergente Tibbs
Camilla Sparv: Inga Bergmann
Keenan Wynn: Sanchez
Julie Newmar: Hesh-Ke
Ted Cassidy: Hachita
Lee J. Cobb: Sam Fuller
Raymond Massey: Predicatore
Burgess Meredith: Weaver
Anthony Quayle: Il vecchio inglese
Edward G. Robinson: Adams
Eli Wallach: Ben Baker
Eduardo Ciannelli: Cane della prateria
Dick Peabody: Avila

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