I bucanieri


I bucanieri
J EAN LAFITTE l'ultimo dei Bucanieri che Byron immortalò coi suoi versi: "Lasciò ai posteri un nome unito a una virtù e a mille crimini" Tre Presidenti Americani lo condannarono, lo perdonarono, tornarono a condannarlo. Ma il Fato mise nelle mani di quest'uomo senza patria il destino di un paese - gli Stati Uniti - mentre, nel 1812, strenuamente si batteva per la propria esistenza. Le disfatte si seguivano alle disfatte, ma un uomo, il Generale Andrew Jackson, mettendosi alla testa di un pugno di cacciatori e di reclute, riuscì finalmente a sconfiggere il nemico...
Jean Lafitte è l'incontrastato padrone della zona paludosa a ridosso di New Orleans e Re di Bataria un' isola nell'intricato dedalo della foce del Mississippi da dove salpare per le scorribande da pirata. Il governatore americano Clairborne lo detesta ma non può nulla essendo in inferiorità numerica contro i suoi traffici illegali e le enormi fiere mercato dove vendere anche ai facoltosi cittadini di New Orleans i frutti delle sue ruberie per mare. Ma non attacca mai navi americane anche perché è segretamente in rapporti amorosi con Annette Clairborne, figlia del governatore, che all'insaputa di suo padre lo frequenta anche se lo ammonisce continuamente, cercando di riportarlo sulla strada di un vivere onesto e civile. L'occasione si presenta con l'arrivo massiccio di una sessantina di navi con a bordo 16 mila uomini che Sua Maestà Britannica ha mandato contro gli insorti delle colonie. Questi, male armati e in numero di poco superiore alle mille unità, comandati dal Generale Andrew Jackson non potrebbero contrastare efficacemente l'avanzata inglese anche se  pieni di ardore e coraggio come sono, seguirebbero all'inferno il "Vecchio Falco".

Ecco allora che Lafitte si offre di aiutare la causa americana a patto che gli venga cancellato il passato e perdonato al pari dei suoi pirati. In cambio si batterà con loro e li doterà di un grosso carico di armi e munizioni nel tempo accumulato in un rifugio segreto. Jackson accetta la proposta e l'impiego degli uomini di Lafitte, esperti sia sul mare che in quei meandri malsani e paludosi, consente agli insorti di respingere gli inglesi. Tuttavia si viene a sapere di un abbordaggio, prima degli accordi, ad una nave americana, il Corinthian, trasportante oro delle colonie e con a bordo anche l'altra figlia del Governatore, Marie Claiborne, ad opera dei pirati di Lafitte per cui la situazione precipita. Arrestato rischia il linciaggio anche se lui aveva cercato inutilmente di scongiurare quell'abbordaggio non ordinato, da parte di uno dei suoi capitani che mosso da ingordigia, avendo visto caricare l'oro in porto, non aveva esitato a disubbidire agli ordini. Lafitte l'aveva raggiunto troppo tardi, quando tutti erano stati uccisi a bordo e il carico depredato. Solo un piccolo mozzo era stato risparmiato grazie a Lafitte e adesso quel ragazzino era l'unico testimone del fatto anche se non ascoltato circa l'innocenza di Lafitte, che anzi aveva giustiziato il Capitano Brown reo di quel massacro. Annette Clairborne è certa della sua innocenza e lo supplica di dichiararla a gran voce, ma Lafitte si sente responsabile moralmente di quanto accaduto e coraggiosamente è disposto a pagarne le conseguenze. Allora Annette fa chiamare d'urgenza Jackson che accorre e lo fa liberare mantenendo fede ai patti circa il perdono per lui e i suoi pirati che, tempo un'ora, dovranno salpare e andarsene per sempre. E' costretto quindi a salutare la sua Annette non potendole garantire un futuro come aveva sperato e con i superstiti è subito dopo in mare con rotta per il largo ... poi si vedrà.
Anthony Quinn, nel suo unico film dietro alla macchina da presa, dirige sorprendentemente bene un cast di primordine mescolando abilmente avventura e storia per consegnarci un Charlton Heston bardato come nel biglietto da 5 dollari tuttora circolante e un convincente e "chiomato" Yul Brinner pirata e gentiluomo, entrambi protagonisti con tanti ottimi comprimari e caratteristi indispensabili alla riuscita del film.


The Buccaneer
Stati Uniti 1958
Regia: Anthony Quinn
Musiche Elmer Bernstein
con
Yul Brinner: Jean Lafitte
Claire Bloom: Bonnie Brown
Charles Boyer: Dominiqe You
Inger Stevens: Annette Clairborne
Charlton Heston: Generale Andrew Jackson
E.G. Marshall: Governatore William Clairborne
Henry Hull: Ezra Peavey
Lorne Greene: Mercier
Ted de Corsia: Capitan Rumbo
Douglass Dumbrille: funzionario del porto
Robert F. Simon: Capitano Brown
Sir Lancelot: Scipione
Fran Jeffries: Cariba
Gordon Mitchell: pirata (non accreditato)
George Mathews: Pyke
Robert Warwick: capitano Lockyer
James Todd: signor Whipple
Harry Shannon: Tom Carruthers Capitano del Corinthian
Jerry Hartleben: Miggs
Theodora Davitt: Marie Claiborne
Woody Strode: Toro
Billie Lee Hart: Lizzie
Manuel Rojas: Antonio Corona
Henry Brandon: Maggiore britannico

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