Furore


Furore
T om Joad uscito di prigione di ritrova la desolazione dell'America anni '30 della grande depressione. A piedi verso casa sogna un bel pranzetto a base di carne di maiale che in prigione è riuscito a mangiare una sola volta in 4 anni durante un Natale. Ma giunto a casa la trova vuota e da un vicino, ormai ridotto a un povero demente vagabondo, apprende la triste realtà di quei luoghi dell'Oklahoma  sferzati dal vento dove fra crescere di che cibarsi e pagare i debiti è a volte durissimo se non impossibile. Come in quegli anni in cui lui era in prigione che la penuria di raccolti costrinse quasi tutti ad abbandonare le terre prese dalle banche creditrici. E' toccato a lui che ha visto pure la sua casa distrutta e tocca a Tom la cui famiglia è da un suo zio in attesa di lasciare lo stato. Tom e Jim Casy, un ex pastore che ha perduto la fede e vagabonda in quei luoghi, raggiungono la famiglia Joad e dopo la bellissima sorpresa di potersi riabbracciare, scoprono la triste realtà peraltro già appresa. I Joad hanno un volantino sul quale si cercano 800 braccianti in California per raccogliere frutta e quindi hanno dato fondo ai propri risparmi per acquistare un camioncino usato con l'avanzo dei dollari necessari per acquistare strada facendo la benzina necessaria. Per cui l'indomani all'alba, termine ultimo per lasciare la loro ex proprietà, in dodici salgono sul mezzo stipato anche di masserizie di ogni genere per iniziare una lunga marcia fino alla Terra Promessa, la California, attraversando tutta la mitica Route 66. Un viaggio della speranza che culminerà con la delusione di vedere tantissimi altri come loro attirati da un miraggio, quello della raccolta di frutta, che altro non era che un pretesto per far accorrere molta gente in più del necessario per pagarla ovviamente una miseria rispetto a quanto promesso sulle migliaia di volantini fatti girare. Una truffa per la povera gente che dopo inutili proteste e scontri sanguinosi con la polizia se ne fa mesto ritorno a casa, più povera di prima e disillusa. Lo stesso capita ai Joad che per strada hanno perduto i nonni sepolti lungo il cammino e che ora, dopo aver sperato di racimolare qualcosa, debbono lasciare la California e dividersi ancora da Tom che negli scontri con la polizia dei giorni precedenti ne aveva mandato uno al Creatore per cui si era dato alla macchia lasciando i suoi in un ultimo toccante abbraccio con sua madre, che oggi è pronta a dare la carica giusta al resto della famiglia per non abbattersi e trovare nuovi stimoli per ricominciare.
Tratto dall'omonimo romanzo di John Steinbeck è un manifesto visivo di straordinaria potenza sulla condizione di estrema povertà che attanagliò anche la società americana ed è altresì un atto di accusa verso l'egoismo e l'insensibilità di molti verso i grandi bisogni dei propri simili. Visto oggi ricorda poi in maniera impressionante quanto accade quotidianamente con i flussi migratori dalla Libia e le proteste di chi non vuole accoglierli nelle proprie realtà sociali. Un ritornello che sembra ripetersi nel corso degli anni e dei secoli .. "andatevene qui non c'è lavoro né cibo nemmeno per noi.. ". Ford dovette cambiare il finale scabroso per problemi di censura e chiudere con un messaggio di speranza più gradito alle autorità e qui dirige un gruppo di ottimi attori tra i suoi più affezionati ad iniziare da Fonda e dalla straordinaria mamma Joad, l’indimenticabile Jane Darwell, donna dalle grandi capacità espressive.


The Grapes of Wrath
Stati Uniti 1940
Regia: John Ford
Musiche James Kerrigen, Alfred Newman
con
Henry Fonda: Tom Joad
Jane Darwell: mamma Joad
Russell Simpson: papà Joad
John Carradine: Jim Casy
Charley Grapewin: il nonno
Zeffie Tilbury: la nonna
Dorris Bowdon: Rose-of-Sharon Rivers
Frank Sully: Noah Joad
Frank Darien: zio John Joad
Darryl Hickman: Winfield Joad
Shirley Mills: Ruthie Joad
O.Z. Whitehead: Al Joad
John Qualen: Muley Graves
Eddie Quillan: Connie Rivers
Roger Imhof: Thomas
Charles D. Brown: Wilkie
John Arledge: Davis
Ward Bond: poliziotto
Harry Tyler: Bert
William Pawley: Bill
Charles Tannen: Joe

Commenti

  1. Grande John Ford....grande Henry Fonda!

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  2. Vin Cenzo il cenzore29 luglio 2017 17:34

    Rosasharn partorisce un bimbo morto a causa degli stenti patiti e nel finale allatta un adulto denutrito e moribondo per cui non passò il severo vaglio della censura e venne sostituito da un altro come qui giustamente notato
    (sigh)

    RispondiElimina

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