Gli eroi del Pacifico


Gli eroi del Pacifico
1942 , nella fase più delicata del conflitto asiatico, dopo lo sbarco massiccio del Giappone nelle Filippine, con il Generale MacArthur rifugiatosi in Australia, è in atto la ritirata di quanti ancora non sono caduti in mano nemiche. Il Colonnello Joseph Madden ha ricevuto il disperato incarico di organizzare una guerriglia che tenga impegnato il nemico finché le Forze Alleate non si saranno ricomposte e avranno contrattaccato. Facendo leva sul patriottismo dei filippini che non si arresero mai nella loro storia, combattendo prima contro gli Spagnoli e poi contro gli stessi Americani
che adesso sono lì per difenderli ed aiutarli, il Colonnello può contare anche sul valido contributo del Capitano Andrés Bonifácio. Questi è stato liberato mentre veniva scortato con un gruppo di prigionieri e portando lo stesso nome di suo nonno, un eroe nazionale molto popolare, si spera di coinvolgere il più alto numero di patrioti possibile. Non sarà facile perché ad ogni loro azione contro obiettivi nemici, partendo dal folto della giungla, per attaccare stazioni ed avamposti, per ogni giapponese ucciso vengono giustiziati 10 filippini. Questo monito va in onda via radio ogni ora del giorno per mezzo di una speaker, Dalisay Delgado, fidanzata del Capitano Bonifacio e ritenuta ingiustamente collaborazionista. In realtà è costretta dalle autorità giapponesi a leggere di continuo quei comunicati ma poi in gran segreto fa giungere agli alleati preziose informazioni circa le attività nemiche. Durante una delle quali, un attacco in grande stile non solo crea scompiglio nelle fila nemiche ma consente a Bonifacio di liberare la sua donna e portarla con sé nel fitto della boscaglia dove può riabbracciarla e apprendere le ragioni della sua lotta clandestina per le quali era stata considerata una traditrice. La lotta è ancora lunga ma le fila della resistenza si vanno sempre più gonfiando fino al giorno fatidico dello sbarco alleato, per il quale si deve organizzare una forte resistenza nel punto dove presumibilmente i Giapponesi faranno confluire il grosso delle loro truppe una volta scoperto il punto di sbarco. Ci vorranno almeno 6 ore per consentire una valida ed efficace testa di ponte e i nostri con il Colonnello Madden e il Capitano Bonifácio in testa riescono nell'impresa fino all'arrivo dei primi carri armati americani, preludio della vittoria finale nelle Filippine liberate.
Ottimo film bellico e un cast dove primeggiano il massiccio Duca e l'altrettanto convincente Anthony Quinn diretti con mano sicura dal maestro Edward Dmytryk, che, basandosi su storie vere, inserisce filmati originali con tanto di nome, grado e reparto dei vari prigionieri americani liberati dal campo di prigionia giapponese di Cabanatuan il 30 gennaio del '45.

Back to Bataan
Stati Uniti 1945
Regia: Edward Dmytryk
Musiche Roy Webb
con
John Wayne: Colonnello Joseph Madden
Anthony Quinn: Capitano Andrés Bonifácio
Beulah Bondi: maestra Bertha Barnes
Fely Franquelli: Dalisay Delgado
Richard Loo: Maggiore Hasko
Philip Ahn: Colonnello Coroki
Alex Havier: sergente Bernessa
Ducky Louie: Maximo Cuenca
Lawrence Tierney: Tenente Comandante Waite
Leonard Strong: Generale Homma
Paul Fix: Bindle Jackson
John Miljan: Generale Jonathan Wainwright
Vladimir Sokoloff: Preside Buenaventura J. Bello
Ray Teal: Tenente Colonnello Roberts

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