La Venere dei pirati


La Venere dei pirati
Zulian a capo del ducato di Doruzza, opprime la popolazione con tasse sempre più esose e chi si ribella finisce, se uomo nelle miniere o impiccato, mentre se è donna e di bella presenza finisce venduta ai Turchi per ingrossare i loro harem. E quello che capita al Capitano Mirko che con sua figlia Sandra si vedono ingiungere dalle guardie del Duca il pagamento di un terzo del carico della loro nave. Ribellatisi tentano invano la fuga inseguiti e catturati dai soldati. Mirko finirebbe impiccato e Sandra frustata e poi venduta come schiava se non capitasse fortunatamente per loro il baldo Cesare Conte di Santacroce, promesso sposo di Isabella, figlia del Duca Zulian. Ottiene la sospensione della loro pena dato che non è cosa ben augurante come loro primo incontro e come biglietto di presentazione di quel ducato che, strada facendo col fido valletto Battista, sembra temere e non amare affatto il suo crudele sovrano. Sandra è grata a quello sconosciuto per aver salvato loro le vite e Mirko a sua volta viene liberato da due suoi marinai scampati all'arresto. Con loro si imbarca di nascosto nel veliero ducale che trasporta le prigioniere al mercato delle schiave e riesce a liberarle e impossessarsi della nave ammiraglia del Duca. Sandra essendo stata allevata tra le sartie e molto abile con la spada giura di fargliela pagare dando assalto e con successo alle navi ducali, diventando ben presto la Venere dei Pirati. A questo ha contribuito anche l'Albanese che sconfitto a duello e ammirato dalla bravura di quella donna, ha messo al suo servizio anche la sua temuta ciurma. Il Duca è su tutte le furie al pari dei notabili e commercianti di Doruzza che stanno perdendo ingenti fortune, quando il Conte Cesare si offre di catturare la terribile piratessa giocando di astuzia e lasciando tutti sbalorditi circa il suo piano. Fingendosi infatti un naufrago riesce a intercettare la nave pirata e farsi trarre a bordo dove, riconosciuto, è accolto come un gran benefattore ed eroe per quel che ha fatto per loro. Cesare ha modo di conoscere meglio Sandra ed innamorarsene fino al punto di condividerne gli ideali di libertà e lotta alla tirannia. Saputo poi da Mirko che lei è in realtà figlia illegittima del Duca e che lui, un tempo guardia a palazzo, l'aveva avuta in consegna col compito di sopprimerla, è ben lieto di riportarla al posto che le compete. Mirko non aveva avuto il coraggio di uccidere una bimbetta e così dopo aver disertato  l'aveva cresciuta come una figlia, ma Cesare non deve ancora dirglielo finché non avranno spodestato il Duca. Ecco che Cesare allora fa scattare il piano, fingendo di averla catturata per poi aprire le porte del castello e far entrare i pirati e i rivoltosi che nel frattempo di sono uniti nella comune impresa. Il Duca muore per mano di Mirko e fa in tempo a confermare che Sandra è sua figlia prima di spirare e consentendole di assumere il pieno possesso del Ducato nel tripudio generale, che prelude a migliori condizioni di vita per tutti e il futuro d’amore con il suo Cesare per lei.
Gianna Maria Canale è stupenda nel ruolo dell'indomita eroina al punto che ci riproverà con ugual riuscita e stesso genere piratesco ne La tigre dei sette mari due anni dopo. Buono il resto del cast con esterni "marini" della Rocca Aldobrandesca di Porto Ercole e gli interni del Castello Caetani di Sermoneta con le immancabili cascatelle di Monte Gelato.


La Venere dei pirati
Italia 1960
Regia: Mario Costa
Musiche Carlo Rustichelli
con
Gianna Maria Canale: Sandra
Massimo Serato: Cesare Conte di Santacroce
Scilla Gabel: Isabella
Livio Lorenzon: l' Albanese
Moira Orfei: Jana
Paul Muller: Duca Zulian
José Jaspe: Miko
Giustino Durano: Battista
Andrea Aureli: Capitan Yussuf
Franco Fantasia: Zanko
Nando Tamberlani: frate priore
Giulio Battiferri: Giko
Raffaele Baldassarre: Ufficiale delle guardie del Duca

Commenti

  1. Gianna Maria Canale è stupenda lasciatelo dire da uno che se ne intende di piratesse
    vs aff.mo
    Calico Jack

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