Allegro squadrone


Allegro squadrone
L a vita di caserma del 51° Reparto cavalleggeri francesi segue ritmi e regole proprie della vita militare di qualsiasi paese, con ordini che partono dall'alto seguendo la via gerarchica dei sottoposti fino alla truppa che è quella che malvolentieri li esegue. C'è chi marca visita al mattino pur sapendo di finire respinto se non inviato in prigione dal burbero ufficiale medico. Chi si lamenta del cibo schifoso e chi del poco riposo, ma tutti concordi nel detestare il truce maresciallo Flik che dalla sveglia del mattino fino alla ritirata della sera non fa mai mancare ramanzine, richiami e punizioni. Il soldato Vergisson, uno dei più decisi accusatori della pessima qualità del rancio, sostiene che i colleghi italiani nelle loro caserme hanno migliori condizioni delle loro, con colazioni abbondanti e una qualità del cibo superiore e variata. Ma la sua è una guerra persa, cozzando ogni giorno contro il muro dei suoi superiori capaci solo di affibbiargli giorni di consegna. E nemmeno quando la bella Bice che dall'esterno cerca di fargli avere qualche pezzo di formaggio, che finisce tra l'altro sempre requisito dal maresciallo, sembra rincuorarlo un poco. Ci vorrebbe un pezzo grosso in visita alla caserma e mettersi a rapporto da lui per raccontargli cosa succede lì dentro e poi vedi le teste che cadono. Ma quando l'occasione si fa propizia e un generale viene in visita, scopre di essere l'unico dei tanti a lamentarsi ad avere il coraggio di denunciare le cose al generale, risultando poco credibile e vanificando la grande occasione. Tutto rimane come sempre con la sola eccezione che il Marchese Frédéric d'Héricourt, soldato semplice ma raccomandato a far nulla, viene scoperto ad amoreggiare con la domestica del Maggiore, perdendo all'istante i suoi privilegi di ozio dorato. D'ora in avanti dovrà fare tutti i servizi della truppa come un soldato qualunque, mentre il generale, andandosene, chiederà informazioni di quella bella domestica che gli farebbe proprio comodo vista la penuria di buone governanti al giorno d'oggi e accontentato volentieri dall'infuriato Maggiore Comandante che vuole liberarsene.
Tratto dal romanzo L'allegro squadrone di Georges Courteline e opportunamente adattato per il grande schermo, narra di ambiente militare con leggerezza e quadretti  che si snodano tra loro con tanti spunti divertenti per un cast che ne garantisce l'efficacia e la riuscita.


Allegro squadrone
Italia, Francia 1954
Regia: Paolo Moffa
Musiche  Annibale Bizzelli
con

Paolo Stoppa: il maresciallo Flik
Vittorio De Sica: il generale
Alberto Sordi: il soldato Vergisson
Luigi Pavese: il Capitano medico
Daniel Gélin: il soldato Frédéric d'Héricourt
Charles Vanel: il Capitano Hurluret
Silvana Pampanini: Albertina la cameriera del Maggiore
Carlo Lombardi: il Maggiore
Riccardo Fellini: il soldato Bonaparte
Memmo Carotenuto: il sergente furiere
Peter Trent: il Tenente Moussent
Giacomo Furia: il caporale
Jean Richard: il soldato Laperrine
Uta Franzmeyer: Bice, fidanzata di Vergisson
Attilio Martella: Il cuoco
e con
Walter Santesso
Oreste Lionello
Mario Valente

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