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Visualizzazione dei post da Giugno, 2011

Magdalene (2002)

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Un film di Peter Mullan, che fece scalpore alla sua presentazione e gli valse il Leone d’Oro al Festival di Venezia.
Irlanda anni ’60. La verde, cattolica e bigotta Irlanda. Margaret è violentata dal cugino. Bernadette è bella ed i ragazzi si fermano a guardarla ed salutarla mentre è nel cortile dell’orfanotrofio in cui vive. Rose è appena divenuta madre: è una ragazza madre, Sono tre poco di buono, non sono ragazze perbene, ma cattive ragazze, peccatrici e vanno redente. Tutte e tre finiranno a “Casa Magdalene” un convento-lavanderia (non l’unico presente in Irlanda) gestito dalle suore e diretto da madre Bridget. Magdalene (la Maddalena) era una puttana come loro, una peccatrice, ma si è redenta, si è lavata dei propri peccati. Qui le tre peccatrici, saranno spogliate di tutto, anche del loro nome. Sono in un campo di rieducazione, dove la fratellanza è bandita, dove vige il silenzio, dove ad essere lavata non è la loro anima impura ma la loro coscienza, la coscienza di essere umani. Vige la…

Cinque colpi di pistola

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Il Sud, essendo a corto di uomini durante gli ultimi giorni della guerra tra gli stati, fu costretto a perdonare molti fuorilegge per poter portare avanti incarichi speciali. Figuri sospetti si aggiravano sotto la bandiera della Confederazione. E' così che per catturare una spia passata al nemico, vengono graziati 5 uomini destinati alla forca e inviati in missione oltre le linee nemiche. Dovranno raggiungere una stazione di posta ed assaltare la diligenza che trasporta la spia oltre ad una cospicua somma di denaro: 30.000 dollari. La squadra si mette subito in azione e già affiorano i primi contrasti e relative zuffe per i modi alquanto bruschi e propri di gente come loro. Al comando del gruppo si pone la persona più razionale Govern Sturges (John Lund) che deve tenere a bada i fratelli Candy, 2 giovani disadattati, molto pericolosi e sempre pronti ad attaccar briga, il giocatore di carte Hale e il vecchio J.C., un mandriano che è l'unico a non aver avuto una condanna a morte…

Brooklin's Finest

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Un film arrivato in Italia direttamente per il mercato DVD saltando le sale può far pensare solamente che è scarso così tanto da evitare i costi di distribuzione e optare per il più comodo canale home-video. In effetti a dispetto del cast di prim'ordine, il film è lento e inconcludente e va ad arenarsi in un finale scontato e ritrito. Ben lungi da altri film polizieschi d'azione, questo si avvale di una trama debole che fa naufragare miseramente su tutti uno dei più belli e amati volti di Hollywood, quel Richard Gere, prossimo qui alla pensione e talmente stanco e inespressivo che sembra voglia andarci veramente. La storia ruota attorno a tre agenti del distretto 65 della polizia di Brooklin. Un Richard Gere che conta solo i 7 giorni che gli rimangono di servizio e che non vuol cacciarsi in nessun tipo di guaio, canzonato ed evitato dai colleghi si vede affidare un paio di reclute da "svezzare". La prima entra subito in contrasto con lui quando non vuole intervenire…

Drango

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Un film in bianconero sulla difficile ricostruzione di una nazione dilaniata dalla guerra civile. In questo contesto il maggiore Clint Drango (Jeff Chandler) e il giovane capitano Marc Banning (John Lupton) vengono dislocati in una cittadina della Georgia per istituire un governo militare provvisorio in attesa che tutto torni alla normalità. L'ostilità generale della popolazione è di grande ostacolo al lavoro di ricostruzione pacifico che vuol portare avanti il maggiore Drango. L'unico disposto a dargli una mano è il dottor Blair, il medico del paese, in aperto contrasto con tutta la popolazione capeggiata dal vecchio giudice Allen e da suo figlio Clay che indossa ancora con fierezza la divisa dei Confederati. L'inverno si avvicina e le provviste che il maggiore Drango ha avuto dal comando sono insufficienti per sfamare la popolazione. Parte di esse viene rubata dagli uomini del giovane Allen e il medico di guardia rimane ferito al petto. La situazione è disperata e Drang…

Il tesoro dei Sequoia

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Sempre alla ricerca di vecchi western, mi sono imbattuto in questo del 1953 tratto in inganno dal titolo italiano "Il tesoro dei Sequoia", come se si trattassero di una qualche tribù indiana. Poi c'era Kirk Douglas e la cosa si faceva estremamente interessante. Certo se avessi potuto vedere il titolo originale "The big trees" avrei subito capito che si parlava di alberi. Ad ogni modo chi li ha visti in California non può che averne un ricordo estremamente bello ed entusiasmante come quelli che serbo in me dopo averne viste tantissime a Yosemite, nella Muir Woods e nel Sequoia National Park. Il film girato ad Orick nel nord della California si fa quindi apprezzare per i luoghi stupendi e una natura rigogliosa e incontaminata. Jim Fallon (Kirk Douglas) è uno speculatore senza scrupoli che commercia in legname ed è sempre a corto di denaro per pagare i suoi operai con i quali ha un rapporto che esula dal normale "datore di lavoro" per diventare un vero …

I complessi

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Un film a episodi di satira e commedia all'italiana che si vede sempre con piacere anche perchè testimonia uno spaccato di società spensierata e in forte crescita che l'Italia visse negli anni '60. I problemi erano altri, come la timidezza nell'approccio col gentil sesso - diametralmente opposto a quanto avviene oggi – del primo episodio che vede un bravo Nino Manfredi alle prese con la bella collega Ilaria Occhini che .. tanto gentile e tanto onesta pare .. ma in realtà ha già un amante e consegna letteralmente il timidone nelle mani della racchia di turno che se lo porta a casa per assaggiare il vinagretto che ha fatto mammà .. e l'episodio si chiude con le sbarre del cancello di casa che si chiudono alle spalle della coppia a mo' di prigione, lasciando presagire un futuro non molto felice per il povero Nino.
Nel secondo un super Ugo Tognazzi - potente burocrate di stato di vecchio stampo democristiano - che è ossessionato dal sesso e dalla morale cattolica …

Il Mercante di Venezia (2004)

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Di questo film, come spesso accade, mi ha colpito la recitazione dell'immenso Al Pacino. Il film riprende quasi fedelmente l'opera teatrale di W.Shakespeare.
Siamo a Venezia, nel XVI secolo. Bassanio, un giovane veneziano che ha disperso la propria fortuna nella bella vita, chiede all’amico Antonio 3000 ducati per corteggiare Porzia, ereditiera di Belmonte. Antonio è un ricco mercante, innamorato di Bassanio, ma i suoi soldi sono investiti in spedizioni marittime il cui esito è ancora incerto. Decide per amore di Bassanio di rivolgersi allora all’ebreo Shylock, che presta soldi ad usura, come avviene in quegli anni a Venezia, essendo la gestione del credito vietata ai cristiani. Shylock, come tutti gli altri ebrei veneziani è relegato nel “ghetto” e oggetto di soprusi e umiliazioni da parte dei veneziani, tra cui il doversi mettere un cappello rosso quando lascia il ghetto, in modo che sia riconoscibile come ebreo. Shylock è stato oggetto di angherie anche da Antonio e questa è l…

Le lunghe navi

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Un film bizzarro che vede contro Mori e Vichinghi ma che ha qualche fondamento storico visto che i feroci saccheggiatori arrivarono anche nelle coste del Nordafrica e che comunque soddisfa appieno la voglia di avventura dello spettatore. Rolf (Richard Widmark) perde la sua nave nelle terribili correnti del maelström mentre è alla ricerca della mitica campana d'oro - alta quanto tre uomini alti - e forgiata dai frati di un misterioso monastero con l'oro sottratto dai crociati ai mori. Fa naufragio ad inizio film e lo vediamo subito dopo in abiti musulmani attorniato da una folla mentre tenta di spillar loro del denaro raccontando della mitica campana d'oro, la madre di tutte le voci. Viene condotto dalle guardie al cospetto del sultano Ali Mansuh (Sidney Poitier) il quale è anch'egli ossessionato dalla campana e vorrebbe riaverla per acquistare potere e rispetto in tutto il mondo arabo, oltre a riportare l'oro di cui è fatta ai suoi antichi proprietari. Portato nel…

Il Mercenario

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Un western "leoniano" di Sergio Corbucci che vede insieme attori di "grosso calibro" come le mitragliatrici che maneggiano in uno scenario decisamente coinvolgente per i paesaggi e i tanti numeri ad effetto che si susseguono per tutto il film. Tra fischiettate tipiche del grande Ennio Morricone e gli inconfondibili suoni metallici degli spari vero e proprio marchio di fabbrica del western nostrano, tra auto d'epoca trasformate in "tecniche", ovvero con mitragliatore incorporato, e aerei che cadono giù a colpi di winchester ci troviamo con questo film ai primi del '900 in un Messico sempre alle prese con rivoluzionari di ogni genere. Paco Roman (Tony Musante) è un operaio oppresso nella miniera dove lavora coi suoi compagni, dal solito ricco e prepotente di turno (Eduardo Fajardo) e pensa bene di ribellarsi e prendersi una rivincita. Coi suoi "compadres" inizia così un'avventura al limite del brigantaggio e solo il Polacco, Sergei Ko…

Amore e guerra

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Straordinaria riscoperta di un film che da tempo non vedevo. Una vera e propria esplosione di comicità dall'inizio alla fine e non tanto per le gags, parecchie, quanto per i dialoghi geniali che Woody Allen sa alimentare da par suo ben coadiuvato da Sonja (Diane Keaton) che a un certo punto del film in presenza di Napoleone raggiunge col terzetto una apoteosi di non-sense e battute incalzanti degne del miglior Groucho Marx. Fin dall'inizio si capisce che la risata irrefrenabile la farà da padrona e ci vorrà un fazzoletto per la lacrimazione oculare. Lui, Boris Grushenko, è il terzo, sfigatissimo e codardo fratello di ben altri forti e spavaldi ed è innamorato della cugina Sonja la quale è una sorta di intellettuale a metà tra la santa e la vacca e lui le fa subito capire che delle due preferisce la produttrice di latte. I dialoghi tra i due son così ben studiati da attirare lo spettatore in una serie di problematiche filosofiche ed etiche che l'occhialuto sa smontare e po…

Johnny Guitar

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Uno strano western, tanto bistrattato all'inizio in America quanto osannato in Europa, che si avvale di un nutrito cast di attori e caratteristi di primo piano. Un fine lavoro psicologico sui personaggi tanto da esulare a tratti dal genere che vedeva molta azione e poco parlato, per non parlare delle due donne protagoniste e fino ad allora tenute quasi sempre in disparte e in ruoli marginali nel cinema di frontiera. Ma il risultato è senz'altro un'opera da ricordare e su tutto il brano che dà il titolo al film; una canzone d'amore triste e famosa in tutto il mondo. Vienna (una magnetica Joan Crawford), dopo anni di vicissitudini che l'hanno temprata e resa dura, ha messo in piedi un bel saloon in una zona selvaggia dell'Arizona e oggi soggetta alle profonde mutazioni del territorio che la incombente ferrovia sgretola a colpi di dinamite. Lei è convinta che il progresso farà sorgere una nuova e grande città nei pressi del suo locale ma non ha fatto i conti con …