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Visualizzazione dei post da Ottobre, 2010

Bomber (1982)

Mentre l'Italia vinceva i mondiali di calcio, Michele Lupo, che già aveva diretto Bud Spencer in altre leggendarie occasioni ( Lo chiamavano Bulldozer (1978), Uno sceriffo extraterrestre... poco extra e molto terrestre (1979), Chissà perché... capitano tutte a me (1980)) dirige forse il più archetipico dei film che io chiamo "spacca (tutto) e spara (battute)" con Bud Spencer. Accompagnato anzichè dal classico coprotagonista Terence Hill, questa volta Bud mette a servizio il suo personaggio ad una armata brancaleone di freaks, giudati da una Gegia agli albori e il miglior Jerry Calà per famiglie che si sia mai visto dai tempi dei suoi esordi coi Gatti di Vicolo Miracoli. Il ricordo di Bomber mi conduce sempre ad una commozione sincera, che sgorga dalla fanciullesca e geniale comicità di Calà, unita ad una trama apparentemente semplice, ma non banale. Perchè Bomber è anche un racconto di formazione, quella di Giorgione, il giovane dal destro micidiale, che trova in Bombe…

Carrellata di miti

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C'è una grandezza innata in Groucho, che sfida l'analisi più accurata, come succede con tutti i veri artisti. Lui è semplicemente unico, allo stesso modo di Picasso o Stravinskij, e credo che la sua impudente strafottenza verso l'ordine costituito sarà divertente tra mille anni come adesso. Oltre tutto, mi fa ridere. (Woody Allen)
Citatemi dicendo che sono stato citato male.Come ci si può divertire in una festa in cui le birre sono calde e le donne sono fredde?
L'unico modo infallibile per provare una nuova gag era quello di provarla su Zeppo. Se gli piaceva, la scartavamo.
Mangio come un avvoltoio. Purtroppo la somiglianza non si ferma qui.
Mi sono sposato davanti a un giudice. Avrei dovuto chiedere una giuria.
Trovo che la televisione sia molto educativa. Ogni volta che qualcuno l'accende, vado in un'altra stanza a leggere un libro.
Un uomo ha l'età della donna che ha per le mani.
Due maestri della commedia. Ollio col suo "tie twiddle" lo sfarfalleggi…

El Dorado

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Chissà perchè il regista Howard Hawks decide dopo 7 anni circa di riproporre, si parla di remake, la stessa storia del suo mitico Un dollaro d'onore, forse gli era piaciuto tanto che voleva in qualche modo rifarlo o prolungarne gli effetti. Invece il film si regge solo sulla bravura degli interpreti perchè la storia è più o meno la medesima con John Wayne e con Robert Mitchum al posto di un altro grande come Dean Martin, coadiuvato da Arthur Hunnicutt un bravo caratterista di tante pellicole western al posto di Walter-Stumpy-Brennan e un giovane James-Mississippi-Caan anche lui col nome di un fiume come Ricky-Colorado-Nelson che in più cantava e pure bene. Ecco che la storia è speculare e mi riprometto di raccontarla meglio quando affronteremo l' originale, spero prossimamente. Lo sceriffo J.P. Harrah (Mitchum), "una stella attaccata a un ubriaco" ha il suo bel da fare con il solito proprietario terriero con mandrie che necessitano spazi altrui ed è coadiuvato in que…

Don Camillo e Peppone - la saga - (1952 - 1965)

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« Il Cristianesimo è una religione democratica basata sul lavoro »
(Don Camillo)

Da i romanzi di Guareschi, sono tratti una serie di film che meglio di tanti altri hanno descritto l'Italia post bellica ed il suo passaggio da civiltà rurale e patriarcale a società moderna (?).

Tutti prodotti dalla Cineriz e interpretati da Fernandel (don Camillo) e Gino Cervi (Peppone) gli episodi sono cinque:

1. Don Camillo (regia di Julien Duvivier, 1952)
2. Il ritorno di don Camillo (regia di Julien Duvivier, 1953)
3. Don Camillo e l'onorevole Peppone (regia di Carmine Gallone, 1955)
4. Don Camillo monsignore... ma non troppo (regia di Carmine Gallone, 1961)
5. Il compagno don Camillo (regia di Luigi Comencini, 1965)



Non so quante volte li ho rivisti, ma ogni volta è come se fosse la prima ed in ogni occasione ne trovo una chiave di lettura nuova.

Centro degli episodi è la contrapposizione tra il sentimento cristiano di don Camillo e l'ideologia comunista di Peppone, rispettivamente parroco e…

Cine Branca 2 tutti alle Terre Sante

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Questa gustosa clip in omaggio di due nostri lettori storici nonché collaboratori che verosimilmente sapranno riconoscersi siamo alle prese con una sgangherata rappresentanza di umanità varia e tanto simile a quella attuale nazional-popolare tanto da rendere questo capolavoro di Monicelli un classico senza tempo. Quella era l' Italia o questa … per me pari sono … Io tengo gotta e renella ma lo monaco Zenone mi ha assicurato la salute, andémo a Taranto dove se radunan armati e navi e poi andémo a Gerusalemme a pugnare contro gli africani .. (antesignano della Liga Veneta)
Bene pugnaremo spalla a spalla contra i neri in Terra Santa … (un leader carismatico .. mi ricorda qualcuno ..) … dopo lo sconcio, pentiti e amichi, lasciammo la maiala e partummo ambodue con lo monaco Zenone per le Terre Sante
Bene tutti a pugnare tutti alle Terre Sante

Il Laureato

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Un film sessantottino per antonomasia lo definirei: Il Laureato del 1967 con un Dustin Hoffman che da sconosciuto caratterista diventa star di prima grandezza che tutti conosciamo e apprezziamo. Candidato all' oscar per questo film e interprete negli anni '70 di intense e importanti pellicole. Il tema dell'incomunicabilità tra i giovani e i loro genitori ancorati a rigidi schemi da imporre e far rispettare introduce in pratica il malcontento che seguirà a breve nella società sfociando nella contestazione giovanile. A dir il vero questo film, visto da ragazzo, mi colpì principalmente per l'immaginario erotico che evocava affrontando un argomento, per la prima volta al cinema, in un contesto sociale piuttosto bigotto e conservatore a quei tempi. La seduzione esercitata dalla matura signora Robinson nei confronti del giovane studente, la locandina con quella gamba velata da una calza che si sfila di fronte agli occhi del ragazzo sono restate a lungo impresse nella memori…

Leòn

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Leòn, film del 1994 di Luc Besson, segna l'esordio cinematografico di una giovane e brillante Natalie Portman, Mathilda, la futura Padmè Amidala nel filone di Guerre Stellari, che appena dodicenne lascia un segno di incredibile freschezza in un film che probabilmente non avrebbe potuto vedere alla sua età. Perchè è un film duro, con tematiche che esulano da ogni aspettativa di vita a quell'età. Ma la storia, che vedeva la giovane protagonista figlia di un poco di buono e in una famiglia alquanto travagliata, prevedeva la sua presenza, credo anche per porla in contrasto netto con la vicenda stessa. La sua famiglia viene sterminata, da un reparto "deviato" della polizia che aveva affidato al padre una partita di droga, nel loro appartamentino a Little Italy – New York e per puro caso la bambina viene risparmiata in quanto non presente a casa e al suo rientro viene accolta e protetta da un "dirimpettaio" che aveva sentito e visto tutto: il sicario italo-ameri…