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Visualizzazione dei post da Settembre, 2010

Lo chiamavano Trinità

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Un film che piace e che lo rivedi ogni volta che lo mandano in onda in TV e che ogni volta ottiene elevati indici di ascolto deve essere per forza un bel film. Lo strano è che questo campione di incassi al botteghino appartenga al filone spaghetti-western, un genere che negli anni si era tramutato in grandguignolesco pieno di efferate violenze con la gente che si divertiva a contare i morti per commentare poi all'uscita su quanti fossero stati per l'esattezza e se si era battuto il record del precedente.
Con questo film invece si ribalta completamente l'andamento del genere, ormai agonizzante, e lo si rivitalizza con temi sempre inerenti, come scazzottate e pistolettate ma senza una goccia di sangue e tantomeno un morto.
Il regista Clucher (nome d’arte di Enzo Barboni) riesce nell'intento di sfornare un prodotto divertente, spaccatutto si ma adatto anche ai bambini e tale da creare subito un filone che per qualche anno riempirà, con minori fortune degli originali, le …

In nome del Papa Re (1977)

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In nome del Papa Re è un film in cui un immenso Nino Manfredi, interpreta la parte di un monsignore giudice del tribunale pontificio in crisi di coscienza sia religiosa, ma soprattutto etico-morale. Il film, liberamente ispirato a I segreti del processo Monti e Tognetti (di Gaetano Sanvittore, Milano, 1869), in cui si racconta dell'ultima condanna a morte decretata dall'autorità papale, il 22 ottobre 1867. Con vena ironica e grottesca, ci viene raccontata con arguzia l' ipocrisia che solcava le varie correnti della Chiesa Cattolica Romana del tempo. Ed i giochi di potere che le divideva o univa. Nel frattempo stava nascendo l'Italia dei Savoia. Il film termina con la disfatta dei garibaldini a Mentana. Da segnalare i dialoghi tra il Monsignore ed il suo Perpetuo: con semplicità disarmante ci raccontanto che l'Italia attuale non è figlia di Garibaldi, come ci vogliono far credere, ma di una cialtroneria che era diffusa più o meno in tutta la società del tempo. Ulte…

Amadeus

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8 Premi Oscar nel 1985: miglior film miglior regista miglior attore protagonista (F. Murray Abraham) miglior sceneggiatura non originale migliori costumi miglior scenografia miglior trucco miglior sonoro Il film è Amadeus di Milos Forman, liberamente tratto da un opera teatrale dell'inglese P. Shaffer, che a sua volta sposa la tesi del musicista russo Aleksander Puskin assertore dell'avvelenamento di Mozart ad opera dell' invidioso Salieri. Nonostante sia stata nel tempo ritenuta infondata e frutto di fantasia, questa tesi dell'invidia mortale è ormai nell'immaginario comune anche perchè di fronte abbiamo un genio assoluto della musica seppur contro uno considerato al tempo il più importante e famoso compositore d' Europa i cui lavori venivano apprezzati più di quelli di Mozart. Ma tant'è, un cattivo deve esserci per forza e così Antonio Salieri, reso con straordinaria bravura da uno stupendo Murray Abraham, accortosi del genio del giovane Mozart, …

Luci della città

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Qual' è il miglior film di Chaplin? Come dicevo in precedenza è arduo da dirsi perchè lui è il cinema e tutti i suoi film sono straordinari. In questo tuttavia oltre alla comicità c'è la commozione tipica delle storie strappa lacrime con lieto fine che qui è addirittura struggente. Innanzitutto volle restare al muto per non perdere tutto il fascino e l'espressività della pantomima, che a parte lui e i soliti comprimari, qui si esalta con la giovane Virginia Cherrill appena 22 enne e resa abile e arruolata a riprova del genio di uno che se ne intendeva di cinema e attori … 
A Comedy Romance in Pantomime written and directed by Charlie Chaplin si apre con l'omino che viene "svegliato" dal sindaco della città di Pace e Prosperità che inaugura un monumento sul quale si era appisolato e le peripezie per farlo scendere da quella insolita posizione sono subito tra le più esilaranti. Nel solito vagabondare incontra una fioraia cieca, Virginia di cui sopra, che lo scambia…

Porte Aperte (1990)

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Tratto da un libro di Sciascia, questo film di G. Amelio, narra la solitudine e cocciutaggine di un giudice (G.M. Volontè) nell’affrontare un caso di triplice omicidio che sembra già deciso che debba terminare con la pena di morte. Ma egli si opporrà usando la legge, di cui si sente umile servitore. E per questo pagherà con l'oblio.
Ambientato nella Palermo degli anni trenta, Amelio ci racconta senza retorica uno spaccato d’Italia che fu e che è tutt’ora. Il messaggio è chiaro ed allo stesso tempo disarmante : chi svolge con coscienza e diligenza il proprio lavoro non è un virtuoso ma un rompiscatole.
Il film fu candidato agli Oscar come miglior film straniero.

« Ognuno di noi ha un fucile in mano. Io non voglio sapere se gli altri spareranno. Io vorrei sapere se io sparerò. E per saperlo tutta la vostra conoscenza delle leggi non mi basta. »

Titolo originale Porte aperte
Paese Italia Anno 1990 Durata 108 min Colore coloreAudio sonoro
Genere drammatico
Regia Gianni Amelio
Soggetto Leo…

Seabiscuit - Un mito senza tempo (2003)

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Negli Stati Uniti esiste un mito senza tempo e questo è SeaBiscuit. Un cavallo.
Ma che nell'America degli anni '30 nel pieno della depressione segnò un punto di svolta: la rivincita dei deboli.
Tutt'oggi questo mito è vivo nella memoria degli american: siti internet di tributo, statue e videogiochi.
Alcuni dicono che riuscì più questo cavallo a dar fiducia all'intero paese che non la politica del walfare di Roosvelt.
Ed ora capirete perchè se ad un amico americano proponete una pastissada de caval o un filetto ai ferri, egli inorridisca ... vorrebbe dire mangiarsi un pezzo della propria storia.

« Mi guardava dall'alto in basso come se stesse dicendo: chi diavolo sei?. Che io sia dannato se quel furfante non mi ha annuito, come se mi facesse l'onore di notarmi. - Un uomo per cui le parole erano ingrombranti, non si annotò il nome del cavallo ma lo memorizzò comunque. E gli parlò mentre lo portavano via. - Ci rivedremo. »
(Tom Smith - Seabiscuit: una leggenda american…